Piazza della Repubblica e la Firenze di fine 800
Indice del percorso I nuovi edifici

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Firenze. Piazza Vittorio Emanuele. L'arcone, 1938 ca. Realizzato su progetto di Vincenzo Micheli nel 1895, l'arcone, con i suoi richiami agli antichi archi di trionfo e nello stesso tempo agli ingressi delle ottocentesche gallerie urbane, è il simbolo della monumentalità che si volle conferire alla nuova piazza. Nel cartiglio che lo sovrasta è riportata infatti l'epigrafe dettata da Isidoro Del Lungo a memoria della grande operazione compiuta su "l'antico centro della città da secolare squallore a vita nuova restituito".

( ASCFi, Festeggiamenti per la visita del Fuhrer a Firenze. 1938, b. 5576, n. 100 )
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Veduta della Piazza Vittorio Emanuele II, fine XIX - inizi XX sec. La veduta inquadra il lato est della piazza all'indomani dei lavori di realizzazione. Si notano a destra l'angolo del palazzo destinato alla galleria commerciale "Trianon" (oggi Rinascente) - la prima e più importante della città, progettata da Luigi Buonamici - e al centro il grande palazzo dell'Hotel Savoy, realizzato dall'architetto Vincenzo Micheli sul luogo delle antiche botteghe dei Borromei e delle case dei Medici. In stile eclettico di sapore neo-rinascimentale, con al piano terra eleganti negozi e sale da the, questo edificio fu sin dall'inizio destinato ad albergo per ricchi viaggiatori.

( ASCFi, AMFCE 862 (cass. 28, ins. C))

Parallelamente alla campagna di rilevamento condotta da Corinto Corinti e in contemporanea con gli scavi che facevano riaffiorare la Florentia romana, sul nuovo e geometrico reticolo stradale cominciano a sorgere i nuovi edifici; si tratta di ampi palazzi dalla facciata regolare e simmetrica, nei quali la memoria del passato medievale lascia il posto alla reinterpretazione della Firenze dei secoli XV e XVI. Le nuove quinte edificate presentano un'innegabile omogeneità, volutamente agli antipodi rispetto alla precedente pittoresca varietà: assai simili, per non dire difficilmente identificabili, i due palazzoni che si fronteggiano ai lati della piazza - a nord il caseggiato Levi dell'architetto Giuseppe Boccini (1893) e a sud quello progettato da Torquato del Lungo -, ambedue caratterizzati da modeste citazioni del rinascimento fiorentino; elemento qualificante i due edifici sono i caffè Paszkowski, Gilli e delle Giubbe Rosse, la cui vastità ed eleganza era un'assoluta novità nel panorama architettonico e commerciale della città.
Maggiormente diversificati gli altri due lati: mentre il fronte ovest - opera di Vincenzo Micheli - presenta il tema continuo dei portici e dell'arco trionfale, posto a segnare l'asse viario che conduce ad uno dei più significativi esempi del rinascimento fiorentino - palazzo Strozzi -, ed a riquadrare il monumento equestre al sovrano, quello est si divide in due edifici, diversi per linguaggio e destinazione: la lussuosa sede dell'Hotel Savoia (oggi Savoy, sempre di Micheli), le cui facciate sono punteggiate da nicchie con statue, paraste e timpani, e la Galleria commerciale "Trianon", opera più semplice nel lessico e caratterizzata dalle numerose aperture in facciata.         
Caffè, ristoranti, alberghi, gallerie commerciali: la nuova architettura della piazza ha dunque la sua massima attrattiva ai piani terra, espressione di una città al passo con il gusto ed i piaceri dell'epoca.      

 
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