Cultura e tempo libero nella Firenze dell'800
Indice del percorso I teatri settecenteschi

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Memoria del 1841 del gonfaloniere in merito a uno spettacolo di una danzatrice sulla corda al teatro di S. Maria
( ASCFi, Gonfaloniere, 509, n. reg. 356 )
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Pianta di V. Bellini del nuovo Teatro Alfieri
( ASCFi, AMFCE, 784 (cass. 24, ins. B) )
Nel 1746 la Compagnia dei Risoluti acquistò da un privato un teatro, chiamato S. Maria dal nome della via, e poi Alfieri dopo il successo, nel 1794, del suo Saul. Rimase sempre un teatro di "second'ordine", dove ad esempio nel 1841 si esibì, con scarso successo, una danzatrice sulla corda.
Strano destino quello del piccolo teatro della Piazza Vecchia (oggi dell'Unità): di proprietà degli accademici Arrischiati fin dal 1759, oggi è in parte inglobato in un grande albergo.
Nel 1787 in via dei Cimatori, nell'ex riformatorio della Quarconia, lo stampatore Gioacchino Cambiagi realizzò un piccolo teatro per spettacoli di marionette: la Quarconia ebbe sempre un carattere popolare, con un pubblico turbolento che veniva a teatro con pentoloni di stufato e fiaschi di vino e interrompeva con urla e applausi le rappresentazioni: divenuto nel 1826 del Giglio, rimase "poco raccomandabile" fino agli anni '40, quando fu ingrandito e intitolato a Leopoldo.
Nel 1778 sorse in Borgo Ognissanti, su iniziativa degli accademici Solleciti, un teatro che prese il nome dalla via: a carattere popolare, ospitò però la prima italiana nel 1791 dell'Amleto di Shakespeare; intitolato a Rossini nel 1866, chiuse definitivamente nel 1887.
Sede del teatro degli accademici Intrepidi era un salone di via dei Cresci (oggi Bufalini), dove un tempo si giocava a Pallacorda: da qui il suo nome, trasformato poi in Nuovo. Era un teatro ampio e fastoso, che alternava opere in prosa e in musica ed era spesso frequentato dagli studenti di medicina. Anche questo chiuse nel 1877.
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