Lo stadio Berta e il volto di Firenze negli anni Trenta
Indice del percorso Pier Luigi Nervi (1891-1979) e la tecnologia del cemento armato

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Studio Nervi & Nebbiosi, Campo sportivo G. Berta Firenze, maggio 1931. Sezione trasversale in parte quotata delle gradinate e della pensilina.
( ASCFi, Fondo disegni, 79/75 ).
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Studio Nervi & Bartoli, Scala elicoidale, maggio 1932. Disegno esecutivo quotato delle gradinate e della scala elicoidale. Su una delle due travi elicoidali è incastrata, a sbalzo, la rampa vera e propria delle scale, larga 3 m., che porta gli spettatori alla sommità della gradinata, da cui ridiscandere grazie alle scalinate di distribuzione.
( ASCFi, Fondo disegni, 79/118 ).
Già prima della vicenda dello stadio comunale, l'attività di Pier Luigi Nervi come progettista e costruttore godeva di notevole fortuna. Il giovane ingegnere, laureatosi a Bologna nel 1913 e fin dal 1920 titolare a Roma dell'Impresa di costruzioni Nervi & Nebbiosi, aveva già realizzato nel capoluogo toscano la struttura della copertura della sala del gioco della pelota dell'Alhambra (1919-1921) e a Prato la struttura in cemento armato del Politeama Banchini (1925); nel 1932 fonda insieme all'ingegner Giovanni Bartoli l'Impresa Nervi & Bartoli, e a quella si devono le successive realizzazioni fiorentine della Manifattura Tabacchi (1937-1940), dei trampolini e del fabbricato del Circolo del Golf all'Ugolino (1934) nonché una attiva partecipazione a vari cantieri della stazione di S. Maria Novella (1932-1935). Figura tra le più geniali e innovative del panorama architettonico italiano, nello stadio fiorentino Nervi traduce la sua eccezionale fiducia nelle "magnifiche qualità plastiche del cemento armato" nella realizzazione di strutture fino allora assolutamente inedite, che all'arditezza delle soluzioni costruttive e formali coniugano una eccezionale economicità di realizzazione, dovuta essenzialmente alla modularità del progetto e alla estrema razionalità organizzativa del cantiere.
La tribuna d'onore è caratterizzata dall'intima connessione tra la struttura portante delle gradinate e i mensoloni di sostegno della pensilina di copertura, realizzata senza l'ingombro di pilastri intermedi; la struttura delle scale esterne si basa sull'intersezione di due travi elicoidali - su una delle quali poggia a sbalzo la rampa delle scale larga 3 m. - incastrate alle estremità alle strutture delle gradinate stesse, che a loro volta sono concepite secondo criteri di massima convenienza.
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