Lo stadio Berta e il volto di Firenze negli anni Trenta
Indice del percorso Le nuove architetture fasciste

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Aurelio Cetica, Fiorenzo De Reggi, Casa della Gioventù italiana del Littorio, 1938. Veduta del complesso durante la costruzione. L'edificio è stato demolito alla fine degli anni '70, dopo un lungo periodo di disuso, per far posto alla nuova sede dell'Archivio di Stato. Rilevante per le dimensioni e per la sua funzione di vasto polo sposrtivo al chiuso, la GIL costituisce un interessante esempio della notevole capacità edificatrice del fascismo e della forte identità stilistica (nazionalista e moderna allo stesso tempo) degli architetti del duce.
( ASCFi, Fondo disegni, 239/26 )
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La cabina apparati e la centrale termica di Angiolo Mazzoni nell'estate del 1934: immagine dell'edificio dal piano dei binari. Edificio tra i più moderni dell'opera mazzoniana e dell'architettura fascista, questo "orrendo baraccone tinto di rosso" fu al contempo oggetto di una feroce polemica e vera e propria icona della nuova città futurista.
( Archivio Museo d'Arte di Trento e Rovereto ).
Il fascismo investe con decisione sull'architettura pubblica, rinnovando profondamente il volto della città con opere ed infrastrutture rilevanti per dimensione, funzionalità e linguaggio.
Il duce e il suo ministro delle Comunicazioni Costanzo Ciano affidano un ruolo strategico alla città sul versante del trasporto ferroviario. Nel 1932 viene bandito il concorso per il fabbricato viaggiatori della stazione di Santa Maria Novella (vinto contro ogni pronostico dal giovane e sconosciuto Gruppo Toscano, capeggiato da Giovanni Michelucci) la cui realizzazione si inserisce all'interno di una vasta e funzionale area ferroviaria che comprende il palazzo delle poste, la squadra rialzo, il deposito idrico (tutte e tre opera di Angiolo Mazzoni) e la palazzina reale di Giovanni Michelucci; in tale contesto emerge la centrale termica con cabina apparati (Angiolo Mazzoni, 1932-1934), emblematica per la modernità e lo stile al contempo futurista e costruttivista.
Altri edifici, significativi per il gusto moderno introdotto nel panorama cittadino, sono destinati allo sport (oltre allo stadio Berta, si ricorda la sede della GIL con attrezzature tra le più moderne dell'epoca), allo spettacolo (il cinema Puccini annesso alla Manifattura Tabacchi del 1933-40 ed il Teatro comunale del 1933, progettati rispettivamente dai tecnici del Monopolio e da Aurelio Cetica e Alessandro Giuntoli) ed infine alle infrastrutture militari: tra queste emerge per qualità e funzionalità la Scuola di guerra aerea di Raffello Fagnoni (1937-39), vasto complesso in mattoni perfettamente inserito nel verde delle Cascine.
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