Cultura e tempo libero nella Firenze dell'800
Indice del percorso Alberghi e viaggiatori (di lusso)

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Domanda del 1847 di Lady Macdonald di far spargere la rena davanti all'albergo della Gran Bretagna
( ASCFi, Gonfaloniere, 529, n. reg. 836 )
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Foto dell'Hotel di New York sul Lungarno
( ASCFi, Fondo disegni, 395/47 )
Nel corso dell'800 locande e alberghi iniziarono a differenziarsi, specialmente con l'aumento dei turisti che inserivano Firenze nel loro Grand Tour; alcune residenze aristocratiche furono trasformate in eleganti alberghi. In Oltrarno, in piazza Soderini (oggi Sauro) sul lungarno, nel palazzo omonimo, la famiglia Schneiderff aprì una famosa locanda, mentre sull'altro lato, all'angolo col lungarno Guicciardini, aprì nel palazzo Medici l'hotel d'Inghilterra. Nel vicolo Del Bene, che collega borgo SS. Apostoli al lungarno Acciaiuoli, c'era il grande albergo della Gran Bretagna - vi sostavano molti inglesi -, costituito da due palazzi collegati da un cavalcavia, costruito dopo una lunga trattativa con la Comunità, riluttante a concedere il permesso. Affacciati sui lungarni anche il Grande Albergo Reale dell'Arno, frequentato da John Ruskin, Charles Dickens, Henry James, e quello delle Quattro Nazioni. In via della Forca (oggi dei Conti) sorgeva invece l'albergo della Nuova York (nella stessa zona dove già dal '700 c'era l'albergo dell'Aquila Nera di Pio Lombardi, proprietario anche dell'albergo del Vecchio Seminario), mentre presso via Pellicceria c'era l'albergo dell'Unghero, detto anche l'Impannataccia, di proprietà del monastero delle Cappuccine. Nel palazzo Spini-Feroni in via Tornabuoni, dal 1834 fino al 1846, quando divenne la sede della Comunità, c'era la locanda dell'Europa della famiglia Hombert. Gli ospiti che alloggiavano a Firenze dovevano essere denunciati entro 24 ore alle autorità, in osservanza a una circolare del 1804 della Soprintendenza generale di sanità, per evitare il rischio di epidemie, mentre anche i locandieri dovevano pagare la tassa d'esercizio stabilita nel 1806.
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