W la scuola!
Indice del percorso Le scuole Leopoldine
Il granduca Pietro Leopoldo volle che, oltre alle quattro pubbliche scuole di quartiere, destinate esclusivamente ad alunni maschi, sorgessero a Firenze anche delle scuole "a benefizio delle zitelle povere della città", scuole che da lui trassero e conservarono il loro nome. Le scuole Leopoldine, dunque, furono quattro, una per ogni quartiere, così che tutte le fanciulle potessero giungervi, la mattina e il pomeriggio dopo la pausa per il pranzo, senza troppi disagi (scuola di S. Paolo per il quartiere di S. Maria Novella, scuola di S. Caterina nel quartiere di S. Giovanni, scuola di S. Giorgio nel quartiere di S. Croce e scuola di S. Salvatore nel quartiere di S. Spirito). Le maestre, inizialmente cinque per ogni scuola, erano "intieramente secolari", cioè non erano suore o legate da voti religiosi, dipendevano direttamente dal sovrano e ricevevano lo stipendio mensilmente oltre a godere di un alloggio nelle scuole stesse, "il lume, medico e medicamenti, siccome pure la biancheria tanto da tavola, che da letto". Il numero delle allieve ammesse variava di anno in anno: le più piccole potevano avere anche sei o sette anni, mentre le più grandi non supervano i diciotto, perché si sposavano prima o perché, già abbastanza istruite, lasciavano il posto ad altre fanciulle.
Frontespizio del regolamento delle scuole Leopoldine di Firenze
( ASCFi, OP 37/18 ).
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