Firenze, una città sospesa fra tradizione e modernità
Indice del percorso Fasti e misfatti dell'illuminazione a gas
Con il 1846 fu ufficialmente inaugurato a Firenze il sistema dell'illuminazione a gas, affidato in appalto alla Società Cottin-Jumel-Montgonflier Bodin, che aveva vinto la gara nel 1839 ma che nel 1847, in crisi economica, era stata sostituita da un nuovo gruppo d'imprenditori facenti capo alla Société Civile Lyonnaise. L'esperimento del gas era partito, con esiti soddisfacenti, da via Maggio la sera del 1° settembre 1845, in omaggio al granduca Leopoldo che abitava a Palazzo Pitti e che vi aveva preso parte: era consistito nella lettura alla distanza di 17-22 braccia (ovvero 7-8 metri) dalla fiamma del lampione della Gazzetta di Firenze, senza che fosse trapelato il «temuto cattivo odore». Rassicurati dunque circa la non pericolosità del gas, la Comunità regolamentò rigidamente il servizio: in caso di luna piena «o quasi piena» i lampioni restavano spenti - tranne quelli di prima classe, contrassegnati con la lettera "P" (permanenti) - e un preciso orario modulato sullo studio delle fasi lunari ne regolava le ore di accensione. Nelle piazze più frequentate del centro i lampioni erano di ghisa. Il servizio era piuttosto caro, anche perché il carbon fossile necessario per il gas proveniva dalla Gran Bretagna, attraverso il porto di Livorno e il trasporto sull'Arno: le officine del gas - inaugurate nel 1845 - furono infatti costruite lungo il fiume, nella zona del Pignone. E anche la qualità del gas era scadente, se nel gennaio 1849 Giovanni Pietro Vieusseux protestò contro il «modo trascurato, per non dire altro», del servizio, che oltre a non garantire una luce soddisfacente al suo Gabinetto scientifico-letterario, emanava un insostenibile «puzzo sulfureo». Alla fine dell'800 quella che era sembrata una rivoluzione mostrò tutti i suoi limiti, e sia pure lentamente anche a Firenze fece capolino l'illuminazione elettrica.
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Foto di un lampione a gas della categoria "P" nel chiasso dei Ricchi, già degli Erri
( AMFCE, Fondo Baccani, 94/14477 ).
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Tariffa del 1846 per l'illuminazione a gas della città
( ASCFi, Lavori e servizi pubblici, Illuminazione a gas 1845-1862, 8750 )
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